ViLco
2013-06-03 11:19:46 UTC
Che sia un Panda [cit.] ?
Sabato 1° giugno a pranzo siamo passati da questo ristorante pizzeria su
consiglio di un amico, la nuova gestione tutta tarantina e' attiva da
Febbraio e sta finendo il rodaggio. Da quanto leggo su siti di recensioni la
gestione e' stata altalenante nei primi due mesi per poi stabilizzarsi, e
cosi' siamo andati. La precedente gestione non apriva a pranzo e quindi
sabato eravamo in pochi, noi due e dopo un po' una coppia con tre figli,
piu' una coppia che e' stata all'unico tavolo nell'ingresso.
L'aspetto e' quello obsoleto del classico ristorante pizzeria di provincia
anni '80, con qualche quadro di scene di pesca e di etichette di vini e
qualche oggetto di ispirazione marinara, pulito e luminoso, niente di
appariscente.
La carta e' abbastanza ampia e concentrata sul pesce, con circa una decina
di scelte per ogni portata e qualcosa di piu' per gli antipasti, dove
troviamo anche delle crudita'. Piuttosto breve invece la carta dei vini.
Abituati a mangiare piuttosto leggero ordiniamo tre piatti che poi ci
divideremo: un antipasto caldo misto, una grigliata mista di pesce e una
frittura, con una bottiglia di franciacorta brut Barone d'Erbusco in carta a
21 euro.
L'antipasto misto comprende una ciotola con 4 belle code di gambero in una
salsa profumata di zafferano e arancia: cotte il giusto e saporite, le code
giovano della salsa che in questa versione non aveva quel sapore metallico
che a volte si crea, un buon inizio. Bello anche l'abbinamento del vino:
dopo questa salsa, in bocca cambia tutto.
Segue una ciotola con alcuni tranci di polpo lessato e non condito, accanto
arrivano olio EVO e un olio ottenuto da frangitura di olive e mandarino
Marzuddu, simpatico ma un po' invadente, meglio il classico extravergine.
Polpo tenerissimo e si sente il mare, era da un po' che non mi capitava.
L'antipasto si chiude con la padella del saute' di vongole e cozze, saporito
il giusto, poco pepato ma il pepe era in tavola come piace a me. E' un
piatto che non si puo' non azzeccare ma quando il pescato e' fresco si
sente.
La grigliata di pesce e' composta da un branzino aperto in due a libro e ben
diliscato, saporito, se era allevato l'ha nascosto molto bene: nessun sapore
di fango. Ci sono anche due begli scampi, uno spiedino di calamari e gamberi
e una seppia gratinata, tutto valido e decisamente sopra la media della
ristorazione locale in fatto di pesce.
Il cameriere che ci ha seguiti per tutto il pranzo ci porta un bicchiere di
primitivo da assaggiare, fatto in casa: niente di che me niente a che fare
con le ciofeche fatte in casa trovate girando in Puglia, con la seppia
gratinata sta anche benino.
Arriva poi la frittura: anelli di calamari, gamberi e ciuffi di calamari, e
il cameriere si scusa che le alici sono finite altrimenti ne avremmo trovate
nella frittura. Un buon fritto, asciutto e croccante fuori e tenero dentro,
gli anelli non erano solo attrezzi da palestra per guance, avevano un buon
sapore, e i ciuffi di calamaro la giusta croccantezza.
Mentre siamo sul fritto il cameriere ci porta quattro ostriche gratinate:
buone e saporite, solo un po' brodose sul fondo perche' erano cotte nella
meta' conchiglia piu' concava, magari fatte sull'altra meta' conchiglia
sarebbero venute meglio, ma non mi lamento di certo, anche perche' erano
offerte (e per davvero).
Due caffe' e un paio di bicchierini di limoncello per chiudere, alla fine il
conto e' stato un sorprendente 70 euro: tolti i 21 per il vino rimangono 49
euro per le tre portate, i caffe' e il limoncello, raro spendere cosi' poco
per mangiare del pesce in queste lande, anche quando non e' cosi' buono.
Non ho trovato accenni al coperto ne sul menu' ne sullo scontrino. Da
tornare, per sentire altri piatti di pesce ma anche per la loro pizza, che
si sta gia' facendo una discreta fama
La Chiocciola
Tel. 0522 882424
Via Leonida Bissolati, 1
42021 Bibbiano (RE)
Sabato 1° giugno a pranzo siamo passati da questo ristorante pizzeria su
consiglio di un amico, la nuova gestione tutta tarantina e' attiva da
Febbraio e sta finendo il rodaggio. Da quanto leggo su siti di recensioni la
gestione e' stata altalenante nei primi due mesi per poi stabilizzarsi, e
cosi' siamo andati. La precedente gestione non apriva a pranzo e quindi
sabato eravamo in pochi, noi due e dopo un po' una coppia con tre figli,
piu' una coppia che e' stata all'unico tavolo nell'ingresso.
L'aspetto e' quello obsoleto del classico ristorante pizzeria di provincia
anni '80, con qualche quadro di scene di pesca e di etichette di vini e
qualche oggetto di ispirazione marinara, pulito e luminoso, niente di
appariscente.
La carta e' abbastanza ampia e concentrata sul pesce, con circa una decina
di scelte per ogni portata e qualcosa di piu' per gli antipasti, dove
troviamo anche delle crudita'. Piuttosto breve invece la carta dei vini.
Abituati a mangiare piuttosto leggero ordiniamo tre piatti che poi ci
divideremo: un antipasto caldo misto, una grigliata mista di pesce e una
frittura, con una bottiglia di franciacorta brut Barone d'Erbusco in carta a
21 euro.
L'antipasto misto comprende una ciotola con 4 belle code di gambero in una
salsa profumata di zafferano e arancia: cotte il giusto e saporite, le code
giovano della salsa che in questa versione non aveva quel sapore metallico
che a volte si crea, un buon inizio. Bello anche l'abbinamento del vino:
dopo questa salsa, in bocca cambia tutto.
Segue una ciotola con alcuni tranci di polpo lessato e non condito, accanto
arrivano olio EVO e un olio ottenuto da frangitura di olive e mandarino
Marzuddu, simpatico ma un po' invadente, meglio il classico extravergine.
Polpo tenerissimo e si sente il mare, era da un po' che non mi capitava.
L'antipasto si chiude con la padella del saute' di vongole e cozze, saporito
il giusto, poco pepato ma il pepe era in tavola come piace a me. E' un
piatto che non si puo' non azzeccare ma quando il pescato e' fresco si
sente.
La grigliata di pesce e' composta da un branzino aperto in due a libro e ben
diliscato, saporito, se era allevato l'ha nascosto molto bene: nessun sapore
di fango. Ci sono anche due begli scampi, uno spiedino di calamari e gamberi
e una seppia gratinata, tutto valido e decisamente sopra la media della
ristorazione locale in fatto di pesce.
Il cameriere che ci ha seguiti per tutto il pranzo ci porta un bicchiere di
primitivo da assaggiare, fatto in casa: niente di che me niente a che fare
con le ciofeche fatte in casa trovate girando in Puglia, con la seppia
gratinata sta anche benino.
Arriva poi la frittura: anelli di calamari, gamberi e ciuffi di calamari, e
il cameriere si scusa che le alici sono finite altrimenti ne avremmo trovate
nella frittura. Un buon fritto, asciutto e croccante fuori e tenero dentro,
gli anelli non erano solo attrezzi da palestra per guance, avevano un buon
sapore, e i ciuffi di calamaro la giusta croccantezza.
Mentre siamo sul fritto il cameriere ci porta quattro ostriche gratinate:
buone e saporite, solo un po' brodose sul fondo perche' erano cotte nella
meta' conchiglia piu' concava, magari fatte sull'altra meta' conchiglia
sarebbero venute meglio, ma non mi lamento di certo, anche perche' erano
offerte (e per davvero).
Due caffe' e un paio di bicchierini di limoncello per chiudere, alla fine il
conto e' stato un sorprendente 70 euro: tolti i 21 per il vino rimangono 49
euro per le tre portate, i caffe' e il limoncello, raro spendere cosi' poco
per mangiare del pesce in queste lande, anche quando non e' cosi' buono.
Non ho trovato accenni al coperto ne sul menu' ne sullo scontrino. Da
tornare, per sentire altri piatti di pesce ma anche per la loro pizza, che
si sta gia' facendo una discreta fama
La Chiocciola
Tel. 0522 882424
Via Leonida Bissolati, 1
42021 Bibbiano (RE)
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"Un pasto senza vino e' come un giorno senza sole"
Anthelme Brillat Savarin
"Un pasto senza vino e' come un giorno senza sole"
Anthelme Brillat Savarin